Appello

21 gennaio 2021

ADERISCI

Negli ultimi dieci mesi a partire dal 5 marzo milioni di adolescenti italiani sono andati a scuola in presenza per non più di 3 settimane. Giovani ragazze e ragazzi italiani hanno perso globalmente decine di milioni di ore di lezione; hanno visto trasformate le relazioni di formazione con i docenti in lezioni a distanza che, per circa un quinto dei casi, non sono state pienamente fruibili; hanno interrotto i contatti con i propri coetanei, amici, amori; hanno perso un luogo di riferimento e protezione. I livelli di rendimento dei più svantaggiati sono peggiorati di più rispetto a quelli dei compagni meno svantaggiati con un aumento della divaricazione sociale. Sono aumentati gli abusi sui minori e i casi di maltrattamento in casa. Sono aumentati i casi di malessere psicologico: ansia, disturbi del sonno, regressione, comportamenti a rischio.

Solo per la perdita di apprendimento, i ragazzi e le ragazze italiani che oggi frequentano le superiori avranno in media uno stipendio inferiore del 3,3% rispetto agli altri, per tutta la durata della loro vita lavorativa; l’effetto sarà peggiore per chi vive in un contesto socio-economico svantaggiato.

 

A questo sono da aggiungere i danni psicofisici di breve, medio e lungo periodo che creeranno un divario educativo e di salute con i loro coetanei degli altri Paesi europei che hanno tutti tenuto aperte le scuole più dell’Italia.

 

La situazione è già gravissima e ogni ora di chiusura in più aumenta i danni già prodotti.

 

La scuola in presenza con le misure di distanziamento e protezione non è un driver dell’infezione, come ha recentemente ribadito il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) che conclude: “Chiudere le scuole non è un modo efficace per combattere l’epidemia”.

L’Italia, che ha adottato questa tra le misure principali, non ha gestito l’epidemia meglio degli altri.

 

Chiediamo al Governo e alle Regioni

  • di dare priorità alla scuola;

  • che le scuole di ogni ordine e grado vengano riaperte in presenza da gennaio e chiuse in modo parziale o totale solo nel caso in cui non ci fossero altre misure possibili per contenere l’epidemia, cioè in caso di lockdown totale, come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’ECDC;

  • che i servizi di trasporto pubblico si adeguino alle esigenze della scuola e non viceversa, anche con l’adozione di misure straordinarie;

  • monitoraggi rapidi in presenza di casi sospetti e che i lavoratori della scuola siano considerati tra le categorie prioritarie per la vaccinazione;

  • che il rispetto nei confronti della scuola si esprima anche dando alle scuole direttive chiare e in tempo utile, senza cambiamenti dell’ultim’ora che di fatto rendono la gestione impossibile;

  • che, in caso di lockdown totale e di conseguente chiusura delle scuole in presenza, la didattica a distanza sia accompagnata dal rispetto di tutte le previsioni dei decreti delegati e dei diritti di tutte le componenti scolastiche;

  • che l’investimento nella scuola, infrastrutture e personale, sia preminente nelle scelte del governo, in modo da garantire la sicurezza e permettere un’offerta formativa migliorata per recuperare almeno in parte il gap che ormai si è accumulato;

  • di promuovere monitoraggi capillari su scala nazionale sulla modalità e l’efficacia delle lezioni erogate e sulla dispersione scolastica;

  • di promuovere studi scientifici su scala nazionale sul contagio nelle scuole;

  • di rendere pubblici i dati in ottemperanza alla direttiva europea sugli Open data.

 

La chiusura della scuola è in aperta violazione del diritto dei minori a che ogni azione che li riguarda sia fatta nel loro interesse, del diritto allo studio e del diritto alla non discriminazione.

 

Chiediamo al Presidente Mattarella che si faccia garante della tutela dei diritti costituzionali e dei minori, attualmente violati dalle disposizioni governative italiane.

Promotori e primi firmatari

 

ActionAid,

Coordinamento Presidenti Consiglio d'Istituto Lazio,

Forum Disuguaglianze e Diversità,

La Scuola che vogliamo - Scuole diffuse in Puglia,

‘OQuarantotto,

Priorità alla Scuola,

Unione degli Studenti,

 

Tito Boeri professore Economia Milano,

Antonella D’Arminio Monforte professore Malattie Infettive Milano,

Carlo Giaquinto professore Pediatria Padova,

Francesca Incardona, madre – amministratore EuResist Network,

Ivo Lizzola professore Pedagogia Bergamo,

Sergio Lo Caputo professore Malattie Infettive Bari,

Francesco Munzi regista,

Susanna Nicchiarelli regista,

Daniele Novara pedagogista CPP,

Daniela Paolotti Epidemiologa professore Fisica teorica, Torino

Carlo Federico Perno professore Microbiologia Roma,

Stefano Rusconi professore Malattie Infettive Milano,

Bruno Tognolini scrittore,

Silvia Vegetti Finzi psicologa

ADERISCI

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Corridoio della scuola

CHI SIAMO

Genitori, professori, studenti, associazioni che da anni si occupano dei più fragili e combattono le disuguaglianze o nate recentemente per difendere la scuola in tempo di COVID19, personalità del mondo della ricerca e della clinica del virus, e della cultura in genere, pedagoghi e psicologi, siamo cittadini che hanno a cuore la scuola pubblica italiana, il centro vivo e pulsante, il futuro in germoglio del nostro Paese.

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