APPELLO

ADERISCI

Negli ultimi dieci mesi a partire dal 5 marzo milioni di adolescenti italiani sono andati a scuola in presenza per non più di 3 settimane. Giovani ragazze e ragazzi italiani hanno perso globalmente decine di milioni di ore di lezione; hanno visto trasformate le relazioni di formazione con i docenti in lezioni a distanza che, per circa un quinto dei casi, non sono state pienamente fruibili; hanno interrotto i contatti con i propri coetanei, amici, amori; hanno perso un luogo di riferimento e protezione. I livelli di rendimento dei più svantaggiati sono peggiorati di più rispetto a quelli dei compagni meno svantaggiati con un aumento della divaricazione sociale. Sono aumentati gli abusi sui minori e i casi di maltrattamento in casa. Sono aumentati i casi di malessere psicologico: ansia, disturbi del sonno, regressione, comportamenti a rischio.

Solo per la perdita di apprendimento, i ragazzi e le ragazze italiani che oggi frequentano le superiori avranno in media uno stipendio inferiore del 3,3% rispetto agli altri, per tutta la durata della loro vita lavorativa; l’effetto sarà peggiore per chi vive in un contesto socio-economico svantaggiato.

 

A questo sono da aggiungere i danni psicofisici di breve, medio e lungo periodo che creeranno un divario educativo e di salute con i loro coetanei degli altri Paesi europei che hanno tutti tenuto aperte le scuole più dell’Italia.

 

La situazione è già gravissima e ogni ora di chiusura in più aumenta i danni già prodotti.

 

La scuola in presenza con le misure di distanziamento e protezione non è un driver dell’infezione, come ha recentemente ribadito il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) che conclude: “Chiudere le scuole non è un modo efficace per combattere l’epidemia”.

L’Italia, che ha adottato questa tra le misure principali, non ha gestito l’epidemia meglio degli altri.

 

Chiediamo al Governo e alle Regioni

  • di dare priorità alla scuola;

  • che le scuole di ogni ordine e grado vengano riaperte in presenza da gennaio e chiuse in modo parziale o totale solo nel caso in cui non ci fossero altre misure possibili per contenere l’epidemia, cioè in caso di lockdown totale, come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’ECDC;

  • che i servizi di trasporto pubblico si adeguino alle esigenze della scuola e non viceversa, anche con l’adozione di misure straordinarie;

  • monitoraggi rapidi in presenza di casi sospetti e che i lavoratori della scuola siano considerati tra le categorie prioritarie per la vaccinazione;

  • che il rispetto nei confronti della scuola si esprima anche dando alle scuole direttive chiare e in tempo utile, senza cambiamenti dell’ultim’ora che di fatto rendono la gestione impossibile;

  • che, in caso di lockdown totale e di conseguente chiusura delle scuole in presenza, la didattica a distanza sia accompagnata dal rispetto di tutte le previsioni dei decreti delegati e dei diritti di tutte le componenti scolastiche;

  • che l’investimento nella scuola, infrastrutture e personale, sia preminente nelle scelte del governo, in modo da garantire la sicurezza e permettere un’offerta formativa migliorata per recuperare almeno in parte il gap che ormai si è accumulato;

  • di promuovere monitoraggi capillari su scala nazionale sulla modalità e l’efficacia delle lezioni erogate e sulla dispersione scolastica;

  • di promuovere studi scientifici su scala nazionale sul contagio nelle scuole;

  • di rendere pubblici i dati in ottemperanza alla direttiva europea sugli Open data.

 

La chiusura della scuola è in aperta violazione del diritto dei minori a che ogni azione che li riguarda sia fatta nel loro interesse, del diritto allo studio e del diritto alla non discriminazione.

 

Chiediamo al Presidente Mattarella che si faccia garante della tutela dei diritti costituzionali e dei minori, attualmente violati dalle disposizioni governative italiane.

ADERISCI

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CHI SIAMO

Genitori, professori, studenti, associazioni che da anni si occupano dei più fragili e combattono le disuguaglianze o nate recentemente per difendere la scuola in tempo di COVID19, personalità del mondo della ricerca e della clinica del virus, e della cultura in genere, pedagoghi e psicologi, siamo cittadini che hanno a cuore la scuola pubblica italiana, il centro vivo e pulsante, il futuro in germoglio del nostro Paese.

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